Nutrigenetica e dieta del dna

dna stile di vita

Nel DNA di ciascuno di noi è presente il proprio, personale, unico, stile di vita. Lo stile di vita è il complesso di abitudini, gusti, preferenze che governano il nostro modo di vivere.

Rientra, quindi, negli stili di vita, la quantità di cibo che ingeriamo giornalmente, i tempi e gli orari in cui mangiamo, la tipologia di cibo che consumiamo. Nello stile di vita, rientra anche la tendenza a consumare il cibo in casa o fuori casa, il cornetto e cappuccino al bar, l’attività fisica giornaliera, il consumo di alcol ecc.

Lo stile di vita dipende da due fattori: esogeni ed endogeni. I fattori esogeni sono quelle pressioni esterne che ci condizionano nel vestire, nel mangiare, nel fare sport. Ad esempio: i giornali, la televisione, la famiglia, gli amici, i videogames, la città in cui si abita, le amicizie, ecc.

Nei fattori endogeni rientrano invece quei caratteri che fanno parte di noi e del nostro organismo, ovvero delle informazioni che sono scritte nel nostro DNA.

Mentre possiamo intervenire sui fattori esogeni dello stile di vita, cambiando il nostro modo di essere e di vivere, difficilmente possiamo cambiare, nel breve periodo, i fattori endogeni.

La nutrigenetica nell’analisi dei fattori endogeni (DNA).

Di recente si pone sempre più l’attenzione verso la “nutrizione personalizzata”. Le tendenza, quindi, non è solo incidere attraverso un piano di dimagrimento sui fattori esogeni del proprio stile di vita, ma tenere conto anche dei fattori endogeni, ovvero dei geni. Quindi, non solo una dieta adatta ad un singolo individuo in base al proprio stile di vita e alle proprie esigenze, ma una nutrizione basata sulle  “predisposizioni genetiche”: la nutrigenetica.

Predisposizioni genetiche: cosa sono?

Il nostro organismo è composto da geni, che differiscono da un individuo all’altro e ci differenziano l’un l’altro. Nel nostro DNA c’è scritto cosa siamo e cosa, con una certa probabilità, possiamo diventare. Non è detto che avvenga davvero, ma questo dipende dal nostro stile di vita e di alimentazione, che permettono a questi geni di esprimersi o meno. La nutrigenetica lavora proprio su questo.

Come funziona la nutrigenetica

Molti di noi sono intolleranti al lattosio. A queste persone manca, del tutto o parzialmente, l’enzima che digerisce il lattosio. Chi possiede questa variante genetica, probabilmente, avrà problemi a digerire alimenti con il lattosio.

Alcuni non possono bere caffè nel pomeriggio, altrimenti hanno difficoltà ad addormentarsi di sera. Alcuni digeriscono poco la  carne o altri alimenti specifici. Altri, pur bevendo caffè alle 2 di notte, al momento di mettere la testa sul cuscino, crollano. Come mai? C’è chi è più sensibile alla caffeina e al suo potere energizzante, per cui la sua assunzione può portare uno stato di agitazione o influire sulla pressione arteriosa. Anche questa è una valutazione nutrigenetica, che si può fare attraverso un semplice esame del DNA. Il test del DNA, consentono quindi di avere poter elaborare una strategia alimentare, di dimagrimento o anche di tipo sportivo, che tenga conto anche dei fattori endogeni.

Sport, patologie e dimagrimento

Attraverso il test del DNA, si può analizzare la reazione ad un certo tipo di attività fisica, la predisposizione a sviluppare stress ossidativo, la capacità di recupero muscolare, quanto si possa perdere peso facendo sport. Si può conoscere la predisposizione a sviluppare patologie correlate al metabolismo del glucosio (e, quindi, la predisposizione al diabete). Conoscere la probabilità di andare incontro a problemi di colesterolo e trigliceridi. I nostri geni possono dirci con che facilità perdiamo peso con una dieta ipocalorica o possiamo riprenderlo dopo averla finita. Si può anche sapere se metabolizziamo meglio carboidrati, grassi o proteine, in modo da poter indirizzare una dieta per ottimizzarne i risultati.

La nutrigenetica è il presente ed il futuro della nutrizione e della dieta. La vera sfida, oggi, non si limita solo alla perdita di peso, ma all’elaborazione di una dieta che guida lo sviluppo dell’organismo e la crescita cellulare. La dieta genetica consente, quindi, di potere influenzare i fattori endogeni dello stile di vita.

Obiettivo è quello di elaborare un piano alimentare per raggiungere uno stato di salute ottimale. La dieta del dna consente quindi di raggiungere il giusto peso ed i corretti comportamenti che consentono di vivere a lungo.

Nutrizionista a Roma

Nutrizionista a Roma

Esercitare la professione di Nutrizionista a Roma (biologa nutrizionista) è una delle sfide lavorative più impegnative.

Fare la nutrizionista a Roma ha dei risvolti molto peculiari che non si ritrovano in altre città o paesi.

I ritmi biologici della città di Roma, sono infatti molto delicati e molto specifici. Le persone tendono a voler ridurre al massimo il livello di stress che produce la città, dovuto al traffico e all’estensione del territorio che portano a fare molti chilometri nell’arco della giornata. Ecco che la la giornata di un paziente tipico nella città di Roma inizia molto presto, intorno alle 5:00, con un unico obiettivo di evitare il traffico e comunque cercare di ottimizzare tutti gli spostamenti.

La Nutrizionista a Roma e tutte i pasti da considerare

La colazione, pasto molto importante della giornata viene, quindi, consumata molto presto e ciò comporta la assoluta necessità di programmare uno o addirittura due spuntini lungo il corso della mattina. Molti pazienti, preferiscono, ad esempio, farsi una visita la mattina presto prima di andare al lavoro e prima di fare colazione, in maniera da evitare spostamenti eccessivi durante la giornata e  perché ritengono ritiene che la mattina il peso sia molto più basso della sera.

In tal senso, la visita la mattina può avere una efficacia relativa migliore, non tanto per il peso, ma per il livello di stress inferiore che migliora certamente la resilienza delle persone e la ricettività delle informazioni che vengono comunicate durante la visita.

La nutrizionista a Roma deve affrontare anche la peculiarità del pranzo da inserire nelle varie diete, visto che praticamente la maggior parte delle persone consuma il pasto fuori casa. E’ una tipicità di Roma, mentre nelle altre città la pausa pranzo viene trascorsa tra le mura di casa visti le distanze decisamente ridotte. Mangiare a pranzo fuori casa, significa avere una ulteriore difficoltà nel seguire una dieta personalizzata e bilanciata che può però essere facilmente superata con qualche piccolo accorgimento.

Viceversa, quelle poche persone che mangiano ancora a casa, spesso mangiano male perché magari non sono in compagnia e, quindi, dedicano meno tempo alla preparazione del pranzo.

Il Nutrizionista a Roma deve anche riuscire a gestire i pasti fuori casa serali che, mentre nelle piccole città, sono tipicamente limitati al solo fine settimana, nella città eterna possono verificarsi praticamente tutte i giorni della settimana.

Gli aperitivi, di gran moda nella grandi città, a partire dalla città di Milano, sono decisamente dei momenti critici nell’ambito di un piano alimentare. Sono caratterizzati da una bevanda alcolica o analcolica, in ogni caso sempre non priva di zuccheri accompagnata da una serie di snack, rustici, pizzette fino ad arrivare a veri e propri primi o secondi piatti. Questi aperitivi vengono, infatti, chiamati apericena, aperipranzo o brunch perché dovrebbero sostituire il pranzo o la cena, anche se molto spesso li anticipano solo.

Il Nutrizionista a Roma o nella grandi città deve essere in grado di gestire nel miglior modo possibile anche e sopratutto la cena per la quale viene dedicato sempre molto poco tempo. La grande città, la frenesia e lo stress portano a cucinare pasti in maniera veloce, preferendo molto spesso cibi precotti, confezionati o addirittura comprati già pronti in tavole calde e rosticcerie.

Il Nutrizionista deve cercare di informare ed educare ad una concezione del pasto e della cucina che non deve essere considerata come mera sopravvivenza, ma come momento essenziale di cura del nostro corpo e di mantenimento nel lungo termine di uno buono stato di salute e di prevenzione delle malattie. Il tempo dedicato all’acquisto di una maglia può ridurre il livello di stress del momento e aumentare la felicità, ma non preserverà mai lo stato di salute nel lungo periodo e nemmeno riuscirà a prevenire delle malattie, a parte qualche raffreddore.

Inoltre, esiste sempre una errata convinzione che cucinare di buoni pasti richieda tempo e non è sempre così. In tutti i libri di cucina sono indicate centinaia di ricette di facile preparazione, gustose e perfettamente idonee con una alimentazione regolare o con una dieta ipocalorica.

Nelle grandi città, infine sono molto più diffuse culture diverse da quella italiana e che bisogna tenere in considerazione, così come alimentazioni di settore come i vagani, vegetariani, fruttariani, ecc.

Il bravo Nutrizionista a Roma Nord Sud Ovest Est o nelle grandi città deve quindi essere in grado di affrontare situazioni del tutto particolari che devono coniugare le esigenze sociali, culturali ed problemi della grande città con gli obiettivi dei pazienti ed il loro stato di salute.

Dieta del rientro dalle vacanze

dieta del rientro dalle vacanze

Dieta del rientro dalle vacanze? Gonfiore, nervosismo, stanchezza, irritabilità e una leggera depressione, sono i principali sintomi che si accusano al rientro dalle vacanze. Alcuni lo definiscono stress post vacanze. Se a tutto questo aggiungiamo anche qualche Kg in più messo nel periodo estivo ecco che il quadro di scoraggiamento è completo.

E’ necessario allora ritornare subito in sella, ritrovare la forma perduta e l’equilibrio ormai dimenticato nelle notti estive.

Settembre è quindi un mese di rinascita e dei buoni propositi.

Ecco allora le tre A per iniziare settembre con il piede giusto la dieta del rientro dalle vacanze.

Alimentazione

La prima regola per iniziare una dieta del rientro dalle vacanze è iniziare subito a rispettare un buon equilibrio nei pasti. Evitare gli sfizi, alcolici e superalcolici e consumare i pasti agli orari canonici ed attenzione agli spuntini da maneggiare con cura. Soltanto con questi piccoli consigli si potranno perdere subito i liquidi accumulati durante le vacanze.

Se però durante le vacanze il peso è aumentato in maniera più consistente, allora non resta che affidarsi ad una dieta personalizzata (Revive).

Il rientro dalle ferie è il momento ideale per iniziare una dieta personalizzata magari con il supporto preziosissimo dell’analisi del DNA. La dieta genetica sarà ancora più efficace in quanto terrà conto della forma fisica attuale, senza tralasciare predisposizioni individuali, come la tendenza ad ingrassare con alcune tipologie di alimenti, la predisposizione all’ipertensione o all’aumento  del colesterolo nel sangue, alla capacità dell’organismo di metabolizzare il cibo. Inoltre, verranno prese in considerazione, da un punto di vista scientifico, anche le intolleranze ed allergie a alcuni tipi di alimenti. I test genetici associati alla personalizzata,  consentono di perdere fino al 33% di peso in più nella metà del tempo rispetto alle diete standard e con risultati duraturi.

Acqua

Mai sottovalutare il potere dell’acqua e di una ottima idratazione. Sembra incredibile, ma per dimagrire bisogna bere tanto, ovviamente acqua. Una idratazione elevata, oltre a prevenire colpi di calore e combattere il caldo,  migliora il metabolismo, potenziando tutte le reazioni chimiche del nostro organismo che sono indispensabili per la riduzione del peso. Bisogna bere tanto, indipendentemente dallo stimolo della sete, almeno 2,5 litri di acqua al giorno. Un piccolo trucco è quello di posizionare sulla propria scrivania o vicino al luogo di lavoro una bottiglia d’acqua, che dovrà essere vuota alla fine della giornata lavorativa.

Attività fisica

Mai sottovalutare l’attività fisica. Chi ha preferito oziare durante l’estate, non potrà fare altro che riprendere l’attività fisica sia frequentando una palestra, che riprendendo anche semplicemente a camminare per almeno 30 minuti al giorno ad andatura sostenuta.

L’attività fisica consentirà di scaricare lo stress e riattivare il metabolismo assopito dal lungo ozio estivo.

Enzo Di Silvestro, personal trainer, ha elaborato un vera e propria scheda dimiagrimento (clicca qui) per buttare giù i chili presi durante l’estate. Da non trascurare, prima  di ogni allenamento, qualche minuto di riscaldamento che consente di ottimizzare il lavoro muscolare ed evitare problemi.

Inoltre, alla fine di ogni allenamento, aggiunge Enzo Di Silvestro, andranno svolti alcuni esercizi di allungamento (stretching) per migliorare il rendimento muscolare.

Con la giusta alimentazione, una ottima idratazione ed una corretta attività fisica, a settembre i buoni propositi saranno realizzati e sarà un mese di vera rinascita.

Grasso nascosto: a rischio anche le persone magre

grasso nascosto

La rivincita di coloro che devono lottare ogni giorno con la bilancia, di coloro che i cibi sembrano moltiplicare le calorie dopo averli appena ingoiati. Il sovrappeso non è l’unico problema che bisogna affrontare in maniera decisa per stare in salute, bisogna stare anche attenti al grasso nascosto che anche se invisibile può creare seri danni alla salute.

Gli overfat, ovvero i sovra grassi sono un insieme molto più esteso della popolazione che si trova in sovrappeso. Uno studio dell’Università di Auckland ha calcolato che una quota tra il 62-76 per cento della popolazione generale è affetto da questo problema, di cui solo una quota tra il 39 e il 49 per cento sono quelli in sovrappeso o obesi. Questo significa che esiste una parte rilevante di veri “falsi magri“, cioè coloro che hanno del grasso accumulato pur rientrando nella categoria di normopeso.

In altre parole, anche coloro che non hanno chili in eccesso, magri all’apparenza, potrebbero essere a rischio se presentano grasso nascosto accumulato. I cosiddetti falsi magri sono, quindi, di gran lunga più numerosi rispetto a coloro che semplicemente non appaiono alla vista grassi.

 

Il mero calcolo del grasso tramite BMI o IMC (indice di massa corporea), in questi casi è totalmente inefficace, in quanto non da indicazioni sulla reale presenza di grasso nascosto. Ad esempio, lo sportivo ha tipicamente un BMI superiore alla fascia di normopeso, dovuto alla presenza di muscoli, senza però essere grasso, mentre il normopeso (secondo il BMI), potrebbe, invece, avere grasso accumulato.

Il grasso accumulato comporta rischi sulla salute. Il tessuto adiposo sugli organi interni ha effetti metabolici negativi, aumentando lo stress ossidativo, favorendo malattie come il diabete, incrementando il rischio cardiovascolare, pari a coloro che sono in sovrappeso.

Alcuni soggetti non hanno la tendenza ad ingrassare, ovvero ad accumulare apparentemente grasso. Una errata alimentazione che non consente di bruciare le calorie in eccesso, porterà comunque un accumulo di grasso, sulla pancia e poi intorno agli organi, dove può causare molti danni. Le donne sono più fortunate, perché tendono ad accumulare grasso su cosce e fianchi, risparmiando gli organi interni in tal modo presentano un rischio cardiovascolare inferiore.

Come verificare quindi la presenza di grasso nascosto?

Esistono diversi test poco costosi e molto efficaci.

Il test per eccellenza è l’adipometria, un tipologia di ecografia che individua il grasso accumulato in profondità è uno delle indagini più efficienti ed efficaci per verificare la presenza di grasso nascosto.

La bioimpedenziometria, effettuata con macchinari avanzati, non la semplice bilancia da supermercato, consente di verificare massa grassa e massa magra anche in caso di piccoli accumuli di adipe.

Ovviamente, il grasso nascosto può essere individuato anche mediante macchinari diagnostici ospedalieri, con tempi e costi di gran lunga superiori.

 

Come intervenire per eliminare il grasso nascosto?

Il primo passo è, ovviamente, la valutazione della quantità di grasso nascosto. I falsi magri, dovranno svolgere attività fisica che consentirà in poco tempo di eliminare l’adipe superfluo e mettere in sicurezza la propria salute. Ovviamente per coloro che già sono in sovrappeso o obesi, bisognerà invece associare una buona dieta all’attività fisica che consentirà di ridurre il peso e stare in salute.

Fondamentale, per tutti, anche i magri o coloro che appaiono a prima vista magri, fare un controllo e, nel caso, iniziare a reimpostare il proprio stile di vita.