Colazione: la buona dieta inizia la mattina

colazione

La colazione a dieta è uno dei fattori che può decretare il successo o meno di un piano di dimagrimento. La colazione, in verità, riveste sempre un ruolo fondamentale tra i pasti di una giornata.

Essendo il primo pasto della giornata è quello che deve dare la carica e l’energia per avviare al meglio tutte le attività giornaliere. Purtroppo, però, molto spesso, la colazione è relegata al solo caffè. I motivi sono diversi dalla fretta, alla presenza di bambini in casa a cui badare per mandarli a scuola, alla sonnolenza che scoraggia dal mettersi ai fornelli.

Fisiologia della colazione

La colazione dovrebbe generare un apporto calorico pari al 15/20% del fabbisogno giornaliero. I nutrienti a colazione consentono di aumentare il metabolismo, garantendo un livello di zuccheri adeguato ad un lavoro muscolare efficiente sia di tipo sportivo che non sportivo. Inoltre, la colazione garantisce il corretto nutrimento cellulare anche del cervello, innalzando quindi il livello di risposta e di attenzione che, soprattutto la mattina, è fondamentale per coloro che escono di casa per andare al lavoro con l’automobile o con la bicicletta.

Colazione meglio a casa o al bar?

Indubbiamente il luogo ideale per fare colazione è a casa, dove è possibile programmare la tipologia e la quantità di alimenti, sulla base del proprio piano alimentare, sia esso ipocalorico o meno. Gli sportivi, ad esempio hanno bisogno di una colazione dedicata e specifica che difficilmente può essere organizzata fuori casa o al bar. Inoltre a casa, la colazione ha una durata tipicamente più lunga che consente

Quando non si fa colazione a casa, si cade nell’errore opposto, comunissimo in Italia: la colazione al bar con cornetto e cappuccino. Comoda, gustosa, magari fatta in compagnia dei colleghi.

In effetti nel nostro Paese la colazione risente molto delle abitudini culturali instauratesi negli anni, forse proprio per assecondare questa comodità: la colazione deve essere dolce, spesso anche iper-dolce.

La colazione all’estero

Molti di noi inorridiscono al pensiero delle colazioni che fanno all’estero, a base di uova, bacon, prosciutto, formaggio. Ma è davvero lo stile alimentare che ci fa paura o il pensiero di mettere fuori pentole, piatti, posate e passare del tempo a preparare piatti con più pietanze?

Il nostro riferimento (salvo casi particolari), generalmente è la Dieta Mediterranea, un po’ per tutti. Ai tempi di Ancel Keys non esisteva la zuppa di latte con un croissant alla crema di nocciole. Esistevano alimenti molto più semplici, che era consigliato assemblare in uno stesso pasto al fine di rendere il piatto un PIATTO COMPLETO, ovvero comprensivo di tutti i macronutrienti: carboidrati, proteine, grassi, senza eccessivi sbilanciamenti verso una componente rispetto ad un’altra.

Quindi cornetto e cappuccino non solo l’unica possibilità di colazione.

Colazione: ecco cosa mangiare

Sono diversi gli alimenti che si possono consumare a colazione ecco una piccola rassegna dei prodotti più comuni.

LATTE: ottimo alimento, di per sé già comprendente tutti e tre i macronutrienti, ma non adatto a tutti. Sono alte le percentuali degli intolleranti al lattosio (non perché ci sia qualche massonico complotto che tende ad aumentarli, ma semplicemente perché oggi più persone si sottopongono ai test diagnostici) oppure di chi ha disturbi gastrointestinali che impediscono di metabolizzarlo.

CAFFE’: Per molti è come la benzina in auto, senza non si parte. Va bene, può rimanere, ma considerando che se si hanno problemi di ipertensione o problemi gastrici (ernia iatale, reflusso gastroesofageo, gastrite, ecc) allora bisogna evitarlo e, se proprio non se ne può fare a meno, si può optare per le varianti decaffeinate.

TE’: Spesso un compromesso per chi non beve latte. Ottimo alimento, ma valgono le stesse avvertenze date per il caffè, a meno che non si preferisca un tè deteinato.

BEVANDE VEGETALI: Non solo una scelta vegana, ma anche qui andiamo in un’alternativa al latte vaccino per chi non può/non vuole consumarlo. Ottima scelta anche qui, meglio, però, scegliere i prodotti non aggiunti di zucchero e integrati con calcio.

YOGURT: Più sbrigativo, spesso tollerato da chi non tollera il latte così com’è. Attenzione allo “yogurt magro”, probabilmente sarà prodotto con latte parzialmente o totalmente scremato, il che abbassa notevolmente la quantità di grassi in esso contenuti, ma se “ha un sapore” (che sia alla frutta o che sia alle creme di nocciola/caffè/vaniglia/ecc), contiene molti zuccheri. Preferibile lo yogurt bianco naturale, non dolce, meglio ancora se greco, a basso contenuto di grassi (ma in alcuni casi i grassi dello yogurt sono addirittura consigliati), a basso contenuto di carboidrati e leggermente più proteico di quello “normale”. Eventualmente non dovesse piacere il sapore naturale è preferibile aggiungere dei pezzi di frutta fresca o frutta secca o semi.

BISCOTTI: Prodotti che hanno avuto un successo straordinario nell’industria alimentare. Ma purtroppo ricchi, a seconda del tipo, di latte (ulteriore), zucchero, grassi, farine raffinate, ecc. Ultimamente fioccano le varianti “senza”, senza zucchero, senza latte, senza burro, senza uova, senza lievito, facendo passare il messaggio che siano “dietetici”, “light”. Non esistono biscotti “light”. Esistono scelte più sane.

FETTE BISCOTTATE E MARMELLATA: La fetta biscottata sembra l’alimento che salva dal pane. Molto spesso utilizzate anche a pranzo o a cena al posto del consueto pane, nell’illusione che siano più “light” (e finiamo sempre lì). Ma ragioniamo: il pane è fatto con acqua, farina, lievito, sale. La fetta biscottata è fatta di acqua, farina, lievito, sale, zucchero (di vari tipi), grassi idrogenati, conservanti, molto spesso anche uova, burro, latte (ancora). Come può essere più “light” del pane?

Per la marmellata…può andar bene. Se la facciamo in casa ancora meglio, magari utilizzando solo gli zuccheri della frutta, senza aggiungere conservanti. Certo, si manterrà per un tempo inferiore alla marmellata confezionata, ma ne guadagnerà il gusto.

Colazione internazionale

PANE: Ottima scelta, meglio ancora se con farine integrali, farina di segale, ai cereali, non raffinate, ecc. Se tostato è ancora più digeribile. Inoltre è un alimento jolly, può essere utilizzato sia per le colazioni dolci che salate.

FRUTTA SECCA: Ottimi alimenti per fornire l’energia di partenza per la nuova giornata. Nello yogurt, come già accennato, ma non solo. Come il pane, la frutta secca può essere utilizzata anche per scelte salate.

UOVA: uno degli alimenti che ci fa inorridire. Niente paura, è solo un uovo! Ricco di proteine (albume) e anche di grassi (tuorlo), associato ad una fonte di carboidrati è un’ottima colazione.

BACON, AFFETTATI, FORMAGGI STAGIONATI: Non sono l’optimum dell’alimentazione, ma sono comunque una buona fonte proteica, associati nel modo giusto possono offrire una colazione ben bilanciata. Anche se consigliata prevalentemente a chi pratica sport.

VERDURE: Anche qui andiamo su una scelta un po’ insolita per le nostre latitudini. Ma i miei nonni abitualmente facevano colazione con i broccoli e le cime di rapa (con il piccolo particolare che amavano soffriggerli in litri di olio da affumicare tutto il palazzo). Una grigliata di verdure miste, magari unita ad un hummus di legumi, un cucchiaino di olio EVO e una fetta di pane tostato dà una bella carica.

CARNE, PESCE: In molti casi è possibile andare direttamente sui secondi piatti. Magari perché è avanzato qualcosa della cena o perché si hanno orari particolari per cui la giornata è suddivisa in orari diversi dallo “standard” o semplicemente per gusto. Non c’è nulla di male. Associamo ad un contorno di verdure e una fetta di pane tostato e il pasto completo è servito.

Colazione ideale

Di scelte per la colazione ne possono esistere tante altre, mi sono limitate a quelle più semplici da immaginare e magari da preparare, ma l’importante è non saltare questo pasto. Perché?

Perché mi capitano spesso pazienti che saltano la colazione, magari la limitano al classico caffè, poi arrivano in ufficio e, presi dai morsi della fame prendono junk food, in rosticceria, al bar o nei quasi sempre deleteri distributori automatici ormai presenti ovunque.

Tante volte questo tipo di “spuntino” (se così si può chiamare) ostacola il pranzo, che viene anch’esso bypassato e che mette le basi per riproporre nel pomeriggio la stessa scena del mattino.

Si innesca, così, una reazione a catena che, nel tempo, nuoce alla salute, prima ancora che alla linea.

La durata della colazione

Non esiste una durata standard della colazione, ma certamente bisogna dedicargli il giusto tempo per poter trarne al massimo i benefici. Quindi, evitiamo colazioni fugaci, consumate in piedi e rapidamente. Meglio mettersi seduti anche solo 5 minuti, gustando la colazione con un po’ di musica o guardando il telegiornale. Meglio evitare di leggere giornali, tablet e smartphone mentre si fa colazione, al fine non distrarsi da un momento che non rappresenta solo e semplice nutrimento mattutino ma anche un piacere da fare a noi stessi.

 

Razione K: l’alimentazione del militare in missione

razione K

La razione K è stata realizzata durante la Seconda Guerra Mondiale per consentire ai militari impegnati al fronte di poter mangiare secondo le proprie necessità, pur non avendo la possibilità di un servizio di vitto comodo e fruibile.

La razione K, inizialmente, era una sorta di schiscetta che all’interno conteneva alimenti porzionati e confezionati secondo standard calorici e di macronutrienti dettati da studi ad hoc effettuati sulla popolazione fino a quel momento.

Il suo inventore fu, nel 1941, Ancel Keys, lo stesso a cui dobbiamo la nostra Dieta Mediterranea, patrimonio immateriale dell’umanità. Infatti, la razione K, da sempre, ha rispettato i canoni della dieta mediterranea, pur con tutte le limitazioni organizzative dovute alle difficili condizioni al fronte.

razione K
razione K

Ancora oggi, la razione K esiste e viene somministrata ai militari impegnati nelle varie missioni a cui partecipa il nostro Paese. Per missione non si intende la permanenza all’estero del militare, ma la specifica attività che deve svolgere e che ha una durata anche di due giorni (pattugliamento, controllo, sminamento, ecc.). Naturalmente, dopo oltre 70 anni, la sua composizione è stata modificata, alla luce sia dei nuovi studi effettuati nel tempo, ma anche perché le esigenze nutrizionali si sono realmente modificate. E’ cambiata la disponibilità di risorse, è cambiata la composizione e la qualità degli alimenti ed è cambiato completamente lo stile di vita degli esseri umani, militari, ma non solo.

L’ultima modifica alla razione k risale al 2014, quando sono state introdotte confezioni autoriscaldanti (eliminando, così il fornellino da campo, scomodo da trasportare) e sono stati aumentati gli apporti calorici con una diminuzione del peso totale della confezione, in modo da renderne più agevole il trasporto nello zaino.

razione K
razione K

Ogni Paese prevede un certo numero di “menu” (in Italia ne sono previsti 10), per una media di 4.000 kcal giornaliere (naturalmente la vita di un militare in missione è abbastanza movimentata da giustificare un notevole consumo energetico che, quindi, richiede un adeguato rifornimento).

La suddivisione degli apporti energetici comprende il 28% di energia fornita a colazione, il 50% a pranzo e il 22% a cena.

Le percentuali dei macronutrienti sono ancora aderenti ai dettami del suo inventore, quindi intorno al 55% di carboidrati, 15% di proteine e 30% di grassi.

L’esistenza stessa di una razione K prevede che la maggior parte degli alimenti siano confezionati e industriali, per cui ritroviamo dolci, snack, crackers e grissini, energy drink, barrette energetiche (i Paesi anglosassoni prevedono una colazione più proteica di quella italiana, per cui quest’ultimo prodotto è previsto per le confezioni italiane). I prodotti industriali non sono velenosi, ci mancherebbe, ma generalmente se ne sconsiglia l’uso per periodi prolungati.

La razione K è da consigliare?

Poiché le missioni operative hanno sempre una durata limitata, i militari non mangiano razione K per tutta la vita. In quel periodo di tempo ristretto, che può durare fino a 3 giorni, è lecito anche utilizzare piccoli stratagemmi commerciali per raggiungere i fabbisogni necessari. Una volta terminata la missione avranno tutto il tempo per godersi torte fatte in casa, primi piatti cucinati ad hoc, frutta fresca e tutto il bello che offre la nostra tradizione gastronomica.