Turni al lavoro: ecco la dieta giusta

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Mantenersi in forma anche lavorando su turni

Qualche mese fa ho lanciato su instagram un sondaggio. La domanda era: “Sei un lavoratore su turni e hai difficoltà ad organizzare i tuoi pasti?”

A questa domanda il 63% dei partecipanti ha risposto di sì.

Era una domanda quasi retorica in effetti. Il 90% dei miei pazienti ha necessità di organizzare pasti fuori casa e, molto spesso, anche fuori orario.

Ormai quasi tutte le attività lavorative effettuano orario continuato e terminano a tarda sera. Spesso continuano anche di notte, per cui i lavoratori, necessariamente, devono organizzarsi in turni.

I grandi problemi di traffico che coinvolgono le grandi città, compresi i capoluoghi più piccoli ma con centri cittadini molto attivi e le notevoli distanze da coprire nelle metropoli (Roma, Napoli, MIlano) si riflettono sulla vita dei pendolari. Anche dei pendolari con orari apparentemente standard (es. 7:30-13:30) il tempo si allunga di un’ora e mezza/due ore prima dell’inizio turno e dopo il fine turno.

Turni e alimentazione: quali sono le conseguenze?

Salto della colazione (eventualmente con recupero ipercalorico nell’arco della mattinata). Pranzo improvvisato (pizze, panini, junk food) o anche pranzo fuori orario (prima delle 12 oppure oltre le 15:30). Digiuno protratto per molte ore. A questo si associano i problemi dei lavoratori notturni. Di notte non avvertiamo fame perché dormiamo, ma se siamo costretti a star svegli, dopo 5-6 ore di digiuno il languorino si avverte. Eppure il nostro organismo non è “programmato” per essere così attivo in quella fascia oraria, per cui i turni di notte sbilanciano anche i nostri ritmi circadiani, prima ancora della nostra fame.

Dieta e turni qualche piccolo consiglio.

Innanzitutto, è importante sottolinearlo, c’è bisogno di un minimo di impegno. Le scelte alimentari sbagliate in genere sono dettate da due motivazioni: la gola e la comodità. Se si sceglie di ripiegare su un pezzo di pizza al volo o un panino rustico è semplicemente perché è facile ed economico. Si scende alla rosticceria sotto l’ufficio ed è fatta.

Se si salta la colazione è magari dovuto alla presenza di distributori automatici a disposizione o il bar che ha dei croissant al cioccolato davvero deliziosi.

Turni che iniziano molto presto al mattino

Se si scende di casa molto presto per poter arrivare in orario a lavoro si può optare per due soluzioni:

  • Si fa una colazione leggera, anche se presto (ci si sveglia dieci minuti prima), magari uno yogurt naturale o greco bianco, che impiegano poco tempo ad essere consumati e nell’arco della mattinata ci si può organizzare con due spuntini, uno a base di frutta fresca e uno a base di frutta secca.
  • Si può scegliere di fare colazione direttamente a lavoro, anche andando al buon bar sotto l’ufficio, ma il delizioso cornetto lo releghiamo ad uno sfizio settimanale, mentre gli altri giorni optiamo per una spremuta o un centrifugato accompagnati da una manciatina di frutta secca ed un caffè.

Turni che inglobano il pranzo

Se si trascorre a lavoro l’ora di pranzo ci si può organizzare portandosi gli avanzi della cena precedente (magari si fa in modo che non sia un caso che ci siano degli avanzi…) conditi all’insalata, così da poterli conservare in buono stato in un contenitore adatto, meglio ancora se termico (soprattutto d’estate). L’opzione “panino” è possibile, purché il panino sia sano. Un panino con petto di pollo e insalata, una frittata e un contorno di verdure, formaggio cremoso e pomodori. Insomma, bisogna considerare che un pasto deve contenere 1 porzione di carboidrati (il panino o del riso o delle patate al forno o lesse), un secondo (carne, pesce, uova, formaggi) poco elaborato, poco grasso e condito con un cucchiaio di olio extravergine di oliva e un contorno di verdure.

Turno di notte

In alcuni casi il più complicato da gestire. Non solo bisogna mantenersi svegli, ma anche molto attivi, non ci si può permettere il lusso di perdere l’attenzione. E’ consentito uno spuntino a metà turno, ma è preferibile evitare carboidrati puri e ad alto indice glicemico, per non subire l’effetto letargico da essi provocato. L’ideale sarebbe utilizzare un po’ di frutta secca, uno yogurt bianco. In alcuni casi (dipende anche dal tipo di attività che si svolgono durante il resto della giornata) è consentito mangiare un po’ di prosciutto o una scatoletta di tonno.

Sicuramente molti obietteranno “non ho tempo per preparare queste cose”, “è quello che faccio, ma spesso me ne dimentico”.

Qui, però, si ritorna al discorso iniziale: se vuoi un risultato diverso devi essere pronto a modificare le tue abitudini. 

Digiuno e dieta per rigenerare l’organismo

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Tantissime persone, ancora oggi, sono convinte che la dieta sia sinonimo di digiuno, ovvero di privazione dal cibo prolungata.

Nulla di più sbagliato, la dieta non è sinonimo di digiuno anzi il digiuno può essere un elemento della dieta che non si esaurisce in essa.

La dieta può essere definita come il corretto regime alimentare che ciascuno dovrebbe rispettare ed adattare al proprio stile di vita ed al fabbisogno energetico.

Il digiuno è una forma di astensione più o meno prolungata nell’assunzione di cibo.

Digiuno e dieta sono strettamente correlate e una loro ideale composizione crea benefici molto elevati all’organismo.

 

La pratica del digiunare

La pratica del digiunare è molto frequente nella storia. Nella religione il rapporto con il cibo è stato sempre regolato prima di particolari riti. Nel Confucianesimo si prevede l’astinenza da alcolici e alcune tipologie di cibo prima di specifici riti religiosi. Per il Buddhismo digiunare è una forma di disciplina interiore, che serve a liberare la mente e a raggiungere un più alto livello di spiritualità, praticato dai fedeli nei periodi di meditazione intensiva che si svolgono durante i ritiri spirituali.

Nel nuovo testamento si legge che Gesù fu condotto nel deserto per essere tentato dal diavolo. E dopo aver digiunato 40 giorni e 40 notti alla fine ebbe fame. Il tentatore gli disse: «Se sei figlio di Dio fa che queste pietre siano pane». Egli rispose: «Non di pane soltanto vivrà l’uomo». La religione cattolica prevede, quindi, il digiuno durante la Quaresima, limitandosi però ad un digiuno dalle carni ed un digiuno assoluto soltanto durante il giorno del venerdì santo che precede la Pasqua. Anche l’Islam durante il Ramadan impone un digiuno per 30 giorni consecutivi, della durata di circa 16 ore, dall’alba al tramonto.

Il digiuno, secondo il credo religioso, consente di ammalarsi di meno con notevoli benefici alla salute ed al benessere. La sua pratica ha iniziato ad acquisire valenza medico-scientifica nell’800, quando venne dimostrato che, durante un digiuno estremo, vengono utilizzati per la sopravvivenza dell’organismo i tessuti meno importanti e che gli organi vitali vengono conservati indenni o con la minima perdita il più a lungo possibile.

Ma cosa accade nel nostro corpo quando si digiuna?

Il nostro corpo è stato progettato per mangiare in maniera non regolare. Un tempo l’assunzione di cibo non era programmata come oggi e potevano passare anche più giorni prima di tornare a nutrirsi di nuovo. Ancora oggi abbiamo degli organi – il fegato per esempio – capaci di conservare energia per poi renderla disponibile quando serve. Nel fegato si accumulano riserve di zucchero sotto forma di glicogeno che, però, dopo 10-12 ore di digiuno tendono a esaurirsi. Questo richiama acidi grassi dal tessuto adiposo, il fegato li trasforma in chetoni che tornano nel sangue e raggiungono muscoli e cervello per essere fonte di energia. Ecco che le riserve di grasso, consentono di avere energia disponibile anche senza mangiare per un periodo prolungato.

Anche il cervello, dopo 24 ore di astensione dal cibo inizia a formare nuovi neuroni per difendersi dallo stress. L’assenza di cibo riduce le infiammazioni, migliora la risposta immune e potenzia la capacità delle cellule di liberarsi da sostanze di scarto.L’astensione dal cibo, inoltre, rallenta la crescita dei tumori le cui cellule non riescono ad alimentarsi con i chetoni e accelera il metabolismo.

Consigli pratici per un digiuno sicuro

Ecco che il digiunare ha effetti molto positivi sul nostro organismo, ma bisogna stare attenti perché, di contro, un digiuno incontrollato può creare seri danni agli organi ed ai muscoli.

Anzitutto, prima di didigunare, bisogna verificare lo stato di salute al fine di escludere che il l’insorgere o l’aggravarsi di talune patologie. Il digiuno, inoltre, è sconsigliato ai bambini ed agli anziani che hanno un fabbisogno energetico particolare per cui l’alimentazione rappresenta un fattore critico. Il digiuno, quando fa particolarmente caldo, può essere praticato ma non vanno mai esclusi i liquidi.

Il digiuno, inoltre, non va preceduto e seguito da pasti abbondanti e carichi di grassi, altrimenti si vanifica lo sforzo e non si traggono i corretti benefici di questa pratica.

L’astensione dal cibo deve essere comunque inserita in un piano alimentare o in una dieta che consenta di moltiplicarne gli effetti positivi aumentando, in ultima, la resilienza.

Esistono numerose diete che contemplano fasi di digiuno, una delle più famose è la cosiddetta dieta mimadigiuno, elaborata da alcuni scienziati americani, tra cui un italiano.

La dieta mimadigiuno consente di nutrire il corpo simulando un digiuno in maniera da scatenare quelle reazioni positive che il nostro organismo mette in azione.

In conclusione, dieta e digiuno non sono sinonimi, anzi l’uno include l’altro e sono due aspetti della nostra alimentazione e del nostro stile di vita che vanno assolutamente presi in considerazione con consapevolezza e correttezza nell’applicazione.

Dieta: ecco i veri nemici

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I veri nemici della dieta? Non sono solo i cibi.

Ho ricevuto una contributo di un mio paziente sugli ostacoli da affrontare durante un percorso dimagrante. Ovviamente sono considerazioni personali, ma possono essere un ottimo spunto di riflessione sugli aspetti psicologici di una dieta, sia per colui che la segue sia per coloro che in qualche modo ne vengono a contatto, anche indiretto, di un percorso di dimagrimento.

“Intraprendere una nuova dieta o riprenderne una è sempre un momento molto delicato. E’ indispensabile la consapevolezza di dover perdere peso a cui si deve, necessariamente, accompagnare la volontà di farlo. E’ fondamentale, inoltre, individuare la strategia giusta, scegliendo tra un set di alternative quella più efficace e che più si adatta alle proprie abitudini. Successivamente, trovare il tempo per farsi visitare da una nutrizionista alla quale raccontare tutte le nostre debolezze, le insicurezze i nostri difetti fisici. Infine, acquisita la dieta, è necessario cambiare le nostre abitudini e riorganizzare il frigorifero e la spesa per poter attuare il piano alimentare ricevuto.

Ecco che le difficoltà sono tantissime ed in questo percorso è quanto mai fondamentale trovare il conforto e l’incoraggiamento di un amico o un parente.

Ed invece, i peggiori nemici della dieta sono proprio loro, parenti, amici e colleghi.

Sempre la solita storia. Basta dichiarare che si sta a dieta e iniziano i sabotaggi da parte dei nemici.

Ebbene si i primi, unici e veri sabotatori delle diete sono i parenti da quelli più vicini, come nonni, fratelli, sorelle e genitori a quelli più lontani come zii, cugini.

Ogni pranzo o cena o spuntino, che dovrebbe rispettare il piano alimentare individuato dalla nutrizionista, diventa una guerra psicologica, dove ognuno ti invita a mangiare un qualsiasi cibo proibito.

All’offerta di tentazioni, tipicamente si aggiunge anche lo scherno, anche sottile, velato, subdolo con il quale l’interlocutore ti fa presente che non serve a nulla la dieta e che cambiare è inutile perché stai bene come sei.

Inoltre, bisogna affrontare e gestire le feste, i compleanni ed i ritrovi con amici che sono un vero imbuto infernale, dove bisogna resistere a tutti i costi, cercando contemporaneamente di non sembrare maleducato e non far offendere, ad esempio, il festeggiato.

Una vera guerra che, molto spesso, chi si mette a dieta perde inesorabilmente, con sommo dispiacere suo e un finto dispiacere di tutti gli altri.

Molte sono le ragioni che spingono i sabotatori ad accanirsi contro la persona a dieta, ma fondamentalmente la motivazione principale è una: l’invidia. Invidia che qualcun altro stia provando a cambiare, a migliorare il proprio aspetto fisico a migliorare la propria condizione fisica e sociale. Invidia nel coraggio di intraprendere un percorso tortuoso e lungo, invidia nel verificare che si stanno ottenendo i primi risultati. Ecco è solo invidia e lo conferma il fatto che se, invece, dichiari di essere a dieta per motivi di salute, una dieta, quindi, imposta da un medico, nessuno si permette di effettuare sabotaggi perché, in quel caso prevale un altro sentimento la pena.

Per i parenti, invece, la motivazione principale è la sopravvalutazione dell’aspetto fisico ed la conseguente non necessità della dieta, il vecchio detto è sempre attuale: ogni scarrafon’è bello a mammà soja!”

Nemici: Consigli dell’esperto

Credo che le motivazioni siano fondate, anche se la generalizzazione, soprattutto in campo piscologico ed emotivo non è quasi mai corretta, perché concorrono una molteplicità di fattori davvero elevata, ma di questo lascio l’analisi agli specialisti della materia.

Posso solo suggerire qualche possibile strategia di difesa.

Sicuramente, concentrarsi sui risultati che si stanno ottenendo consente di rafforzare la nostra corazza psicologica. Ricordarci, appuntandosi sullo smartphone il peso e la sua diminuzione aiuta tantissimo.

In occasione delle feste in famiglia o le uscite tra amici, quando viene offerto cibo “proibito” giocare di anticipo non solo attraverso il classico “No Grazie”, ma aggiungendo una richiesta di aiuto e collaborazione.

Prima di andare ad una festa, sarebbe meglio mangiare a casa, secondo il piano alimentare concordato, in maniera da non cedere alle tentazioni a causa della sensazione di fame

Infine, ricordare sempre le ragioni ultime per le quali si è deciso di dimagrire: per stare in salute, per sentirsi più belli, più a proprio agio. Essere sempre consapevoli che gli interlocutori in quel momento sono i nostri “nemici” della dieta e come tali non vanno assolutamente assecondati.

 

 

SPUNTINO: IL MIGLIORE ALLEATO DELLA DIETA

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Lo spuntino o merenda ha un ruolo fondamentale in qualsiasi piano alimentare. Gli spuntini sono considerati importantissimi per l’alimentazione dei bambini che non possono farne a meno, soprattutto quelli a base salata, ma per gli adulti sono, invece, quasi del tutto sottovalutati.

Spesso gli adulti, si limitano all’assunzione di un caffè, nella consapevolezza che possa sostituire uno spuntino oppure saltano completamente questo appuntamento per la fretta o la pigrizia.

Il ruolo dello spuntino è invece primario, perché consente di non arrivare con una fame eccessiva al pasto principale, controllare l’appetito e a mantenere alto il metabolismo, favorendo, quindi, anche una ottimale elaborazione delle calorie. Inoltre, le merende consentono di dare la giusta energia per affrontare, soprattutto nel pomeriggio, l’attività lavorativa o l’attività fisica.

Come dovrebbe essere composto lo spuntino ideale?

Può essere dolce o salato a seconda delle necessità, in ogni caso, ecco un elenco di alimenti utili allo spuntino.

Frutta secca e semi.

La frutta secca viene spesso demonizzata a causa del contenuto di grassi e delle calorie. I grassi, però si distinguono in grassi buoni e grassi cattivi. Le noci, per esempio, contengono grandi quantità di grassi polinsaturi omega 3 mentre le mandorle hanno al loro interno grassi monoinsaturi. Mandorle, anacardi, pistacchi e nocciole sono ricche di ferro, mentre le noci del Brasile sono una grande fonte di selenio. I semi di girasole sono ricchi di omega 6, mentre le albicocche secche (senza solfito), l’uva passa o noci e le bacche di diverse tipologie, contengono molto ferro e calcio e sono a basso consumo energetico.

Cioccolato fondente o liquirizia

Un quadratino di cioccolato fondente (con alta percentuale di cacao +80%) e liquirizia sono buoni, se è necessario per ottenere il ferro supplementare. E il cioccolato fondente contiene anche antiossidanti. Frutta fresca (Banane e Mela)

Le banane mature, in cui gran parte dell’amido è stato convertito in zucchero le rende più facili da digerire. Mangiare una banana insieme a una manciata di noci dà più energia e per molto più tempo. La mela è una buona fonte di energia e inoltre aiuta la digestione.

Avena Combatte il colesterolo cattivo ed è ricca di fibre, vitamine B, vitamina E, ferro e zinco. I biscotti secchi e il pane duro danno energia di lunga durata.

Cetriolo e Carota

Fa bene ai muscoli, allo scheletro e altri tessuti del corpo e la carta, ricca di vitamina C, fa bene alla vista ed alla pelle. Prepara anche la pelle all’abbronzatura estiva, quindi molto consigliato nei mesi caldi.

 

Attenzione a…

Evitate i dolci, soprattutto se confezionati, meglio prepararli in casa. Attenzione alle barrette di cereali che spesso contengono zucchero aggiunto

Ovviamente tutti gli spuntini vanno sempre accompagnati da almeno due bicchieri d’acqua, oppure un thè o una tisana calda. Da ricordare che l’idratazione riveste un ruolo sempre fondamentale in qualsiasi tipologia di dieta.

Buona merenda!