Razione K: l’alimentazione del militare in missione

razione K

La razione K è stata realizzata durante la Seconda Guerra Mondiale per consentire ai militari impegnati al fronte di poter mangiare secondo le proprie necessità, pur non avendo la possibilità di un servizio di vitto comodo e fruibile.

La razione K, inizialmente, era una sorta di schiscetta che all’interno conteneva alimenti porzionati e confezionati secondo standard calorici e di macronutrienti dettati da studi ad hoc effettuati sulla popolazione fino a quel momento.

Il suo inventore fu, nel 1941, Ancel Keys, lo stesso a cui dobbiamo la nostra Dieta Mediterranea, patrimonio immateriale dell’umanità. Infatti, la razione K, da sempre, ha rispettato i canoni della dieta mediterranea, pur con tutte le limitazioni organizzative dovute alle difficili condizioni al fronte.

razione K
razione K

Ancora oggi, la razione K esiste e viene somministrata ai militari impegnati nelle varie missioni a cui partecipa il nostro Paese. Per missione non si intende la permanenza all’estero del militare, ma la specifica attività che deve svolgere e che ha una durata anche di due giorni (pattugliamento, controllo, sminamento, ecc.). Naturalmente, dopo oltre 70 anni, la sua composizione è stata modificata, alla luce sia dei nuovi studi effettuati nel tempo, ma anche perché le esigenze nutrizionali si sono realmente modificate. E’ cambiata la disponibilità di risorse, è cambiata la composizione e la qualità degli alimenti ed è cambiato completamente lo stile di vita degli esseri umani, militari, ma non solo.

L’ultima modifica alla razione k risale al 2014, quando sono state introdotte confezioni autoriscaldanti (eliminando, così il fornellino da campo, scomodo da trasportare) e sono stati aumentati gli apporti calorici con una diminuzione del peso totale della confezione, in modo da renderne più agevole il trasporto nello zaino.

razione K
razione K

Ogni Paese prevede un certo numero di “menu” (in Italia ne sono previsti 10), per una media di 4.000 kcal giornaliere (naturalmente la vita di un militare in missione è abbastanza movimentata da giustificare un notevole consumo energetico che, quindi, richiede un adeguato rifornimento).

La suddivisione degli apporti energetici comprende il 28% di energia fornita a colazione, il 50% a pranzo e il 22% a cena.

Le percentuali dei macronutrienti sono ancora aderenti ai dettami del suo inventore, quindi intorno al 55% di carboidrati, 15% di proteine e 30% di grassi.

L’esistenza stessa di una razione K prevede che la maggior parte degli alimenti siano confezionati e industriali, per cui ritroviamo dolci, snack, crackers e grissini, energy drink, barrette energetiche (i Paesi anglosassoni prevedono una colazione più proteica di quella italiana, per cui quest’ultimo prodotto è previsto per le confezioni italiane). I prodotti industriali non sono velenosi, ci mancherebbe, ma generalmente se ne sconsiglia l’uso per periodi prolungati.

La razione K è da consigliare?

Poiché le missioni operative hanno sempre una durata limitata, i militari non mangiano razione K per tutta la vita. In quel periodo di tempo ristretto, che può durare fino a 3 giorni, è lecito anche utilizzare piccoli stratagemmi commerciali per raggiungere i fabbisogni necessari. Una volta terminata la missione avranno tutto il tempo per godersi torte fatte in casa, primi piatti cucinati ad hoc, frutta fresca e tutto il bello che offre la nostra tradizione gastronomica.

Nutrizionista a Roma

Nutrizionista a Roma

Esercitare la professione di Nutrizionista a Roma (biologa nutrizionista) è una delle sfide lavorative più impegnative.

Fare la nutrizionista a Roma ha dei risvolti molto peculiari che non si ritrovano in altre città o paesi.

I ritmi biologici della città di Roma, sono infatti molto delicati e molto specifici. Le persone tendono a voler ridurre al massimo il livello di stress che produce la città, dovuto al traffico e all’estensione del territorio che portano a fare molti chilometri nell’arco della giornata. Ecco che la la giornata di un paziente tipico nella città di Roma inizia molto presto, intorno alle 5:00, con un unico obiettivo di evitare il traffico e comunque cercare di ottimizzare tutti gli spostamenti.

La Nutrizionista a Roma e tutte i pasti da considerare

La colazione, pasto molto importante della giornata viene, quindi, consumata molto presto e ciò comporta la assoluta necessità di programmare uno o addirittura due spuntini lungo il corso della mattina. Molti pazienti, preferiscono, ad esempio, farsi una visita la mattina presto prima di andare al lavoro e prima di fare colazione, in maniera da evitare spostamenti eccessivi durante la giornata e  perché ritengono ritiene che la mattina il peso sia molto più basso della sera.

In tal senso, la visita la mattina può avere una efficacia relativa migliore, non tanto per il peso, ma per il livello di stress inferiore che migliora certamente la resilienza delle persone e la ricettività delle informazioni che vengono comunicate durante la visita.

La nutrizionista a Roma deve affrontare anche la peculiarità del pranzo da inserire nelle varie diete, visto che praticamente la maggior parte delle persone consuma il pasto fuori casa. E’ una tipicità di Roma, mentre nelle altre città la pausa pranzo viene trascorsa tra le mura di casa visti le distanze decisamente ridotte. Mangiare a pranzo fuori casa, significa avere una ulteriore difficoltà nel seguire una dieta personalizzata e bilanciata che può però essere facilmente superata con qualche piccolo accorgimento.

Viceversa, quelle poche persone che mangiano ancora a casa, spesso mangiano male perché magari non sono in compagnia e, quindi, dedicano meno tempo alla preparazione del pranzo.

Il Nutrizionista a Roma deve anche riuscire a gestire i pasti fuori casa serali che, mentre nelle piccole città, sono tipicamente limitati al solo fine settimana, nella città eterna possono verificarsi praticamente tutte i giorni della settimana.

Gli aperitivi, di gran moda nella grandi città, a partire dalla città di Milano, sono decisamente dei momenti critici nell’ambito di un piano alimentare. Sono caratterizzati da una bevanda alcolica o analcolica, in ogni caso sempre non priva di zuccheri accompagnata da una serie di snack, rustici, pizzette fino ad arrivare a veri e propri primi o secondi piatti. Questi aperitivi vengono, infatti, chiamati apericena, aperipranzo o brunch perché dovrebbero sostituire il pranzo o la cena, anche se molto spesso li anticipano solo.

Il Nutrizionista a Roma o nella grandi città deve essere in grado di gestire nel miglior modo possibile anche e sopratutto la cena per la quale viene dedicato sempre molto poco tempo. La grande città, la frenesia e lo stress portano a cucinare pasti in maniera veloce, preferendo molto spesso cibi precotti, confezionati o addirittura comprati già pronti in tavole calde e rosticcerie.

Il Nutrizionista deve cercare di informare ed educare ad una concezione del pasto e della cucina che non deve essere considerata come mera sopravvivenza, ma come momento essenziale di cura del nostro corpo e di mantenimento nel lungo termine di uno buono stato di salute e di prevenzione delle malattie. Il tempo dedicato all’acquisto di una maglia può ridurre il livello di stress del momento e aumentare la felicità, ma non preserverà mai lo stato di salute nel lungo periodo e nemmeno riuscirà a prevenire delle malattie, a parte qualche raffreddore.

Inoltre, esiste sempre una errata convinzione che cucinare di buoni pasti richieda tempo e non è sempre così. In tutti i libri di cucina sono indicate centinaia di ricette di facile preparazione, gustose e perfettamente idonee con una alimentazione regolare o con una dieta ipocalorica.

Nelle grandi città, infine sono molto più diffuse culture diverse da quella italiana e che bisogna tenere in considerazione, così come alimentazioni di settore come i vagani, vegetariani, fruttariani, ecc.

Il bravo Nutrizionista a Roma Nord Sud Ovest Est o nelle grandi città deve quindi essere in grado di affrontare situazioni del tutto particolari che devono coniugare le esigenze sociali, culturali ed problemi della grande città con gli obiettivi dei pazienti ed il loro stato di salute.