Pasqua: uova di cioccolato e non solo…

uova di cioccolato

Dalla Pasqua all’uovo

L’uovo è simbolo pasquale da secoli ormai, poiché, essendo la Pasqua una festa religiosa, in cui si celebra la rinascita di Cristo, niente meglio dell’uovo può rappresentare una nuova vita. Ecco perché molte tradizioni legate alla Pasqua hanno come simbolo centrale l’uovo.
Prima che l’uovo “diventasse” di cioccolato (e quindi un dolce da mangiare), era utilizzato soprattutto come soggetto da decorare, sia che si trattasse di uova sode sia che si trattasse, invece, di oggetti di vario materiale a forma di uovo.
Anche la gastronomia ci regala molte tradizioni a base di uova: moltissime ricette, appartenenti alle varie regioni, hanno come ingredienti le uova, alcune (come il famoso casatiello napoletano) le prevedono anche come ornamento in bella mostra sulla superficie della pietanza e non come ingrediente interno.

Dall’uovo tradizionale all’uovo di cioccolato

Con il tempo l’evoluzione delle tradizioni ha portato all’ingresso del cioccolato nel simbolo pasquale. Dapprima (quando non era semplice creare stampi ad hoc) l’uovo era pieno, un unico blocco di cioccolato (probabilmente anche più complicato da consumare). Un’azienda inglese, alla fine del 1800, per la prima volta produsse un uovo “vuoto” e decise di colmare quel vuoto con una piccola sorpresa (d’altra parte la simbologia della nascita prevede che dall’uovo debba uscire qualcosa).
Si è dato, così, inizio, alla nostra moderna tradizione dello scambio di uova di cioccolato nel giorno di Pasqua.

Non farà male tutto questo cioccolato?

Mangiare tutte le uova che ci vengono regalate in una sola volta, fa male di certo.
Secondo la Direttiva Europea 2000/36/CE il cioccolato può essere definito tale se è costituito da almeno il 35% di cacao, in parte cacao sgrassato ed in parte burro di cacao, a cui va aggiunta una certa quantità di zuccheri.
Conosciamo tre tipi di cioccolato: fondente, al latte e bianco.
La differenza tra il cioccolato fondente e quello al latte risiede nella quantità di latte aggiunta alla ricetta. Il fondente ne è privo, l’altro, come dice il nome stesso, ne contiene quantità variabili a seconda del produttore.
Il cioccolato bianco, in realtà, non sarebbe classificabile come cioccolato, dal momento che non contiene cacao sgrassato, ma solo burro di cacao e (molti) zuccheri, per cui non è il linea con la Direttiva Europea.
Qual è il migliore? Naturalmente ognuno ha le proprie preferenze in termini di gusto, ma, stando alla definizione europea…il fondente sembra essere proprio quello più rispondente ai requisiti stabiliti.

Il cioccolato fa ingrassare?

All’aumentare della percentuale di cacao, aumentano anche le calorie del cioccolato e la composizione in grassi prevede quasi essenzialmente grassi saturi. C’è da aggiungere, però, che i grassi trans (quelli più pericolosi, per intenderci) sono presenti in basse concentrazioni, mentre aumenta la quantità di polifenoli ed antiossidanti in generale (in differenti proporzioni, in base alla zona geografica di provenienza).
Molti studi effettuati nel tempo hanno dimostrato che delle quantità moderate di cioccolato (circa 20 g al giorno) non solo non provocherebbero un aumento dell’IMC (Indice di Massa Corporea), ma sembrerebbero anche migliorare la pressione arteriosa. Il triptofano contenuto nel cioccolato fondente, invece, contribuirebbe a “dare il buon umore”, essendo un precursore della serotonina.
Addirittura molti studi ne consigliano l’utilizzo anche in gravidanza per il benessere della mamma ed il temperamento del bambino

In definitiva, quindi, una porzione di cioccolato di circa 20 g al giorno non influisce sul peso corporeo, ma, naturalmente, più è fondente meglio è!

Il lato “oscuro” del cioccolato

Nel cioccolato è inserita anche una certa quantità di caffeina, che non è molto salutare. Se assunta in eccesso può dare problemi di tipo infiammatorio all’apparato gastrointestinale, può provocare ipertensione, irritabilità, nervosismo e disturbi neurologici.
Per le popolazioni delle nostre latitudini, l’OMS raccomanda un’assunzione di caffeina non superiore ai 300 mg/giorno, ovvero: con 20 g di cioccolato extrafondente (un quadratino) possiamo tranquillamente rientrare nei limiti consigliati, ma è opportuno fare attenzione se nel frattempo si assumono altri alimenti contenenti caffeina (caffè, tè, bevande energetiche, integratori, farmaci).

In conclusione il cioccolato è un po’ croce e delizia. Ha i suoi aspetti sia positivi che negativi sulla salute, ma, se si rispettano determinate regole, le buone proprietà superano di gran lunga i possibili danni. Come regolarsi? Due quadratini (20 g) di cioccolato al giorno (il più fondente possibile, preferibilmente) non incidono sul peso, ci riforniscono di importanti antiossidanti, hanno un effetto positivo sulla pressione arteriosa e ci mantengono di buon umore. L’unica accortezza da attuare è evitare di assumere altra caffeina, nell’arco della giornata, oltre a quella contenuta nel cioccolato stesso, quindi attenzione a caffè, tè, bevande varie e anche farmaci ed integratori.

Buona Pasqua e buon cioccolato a tutti!!!

Giovanna Corona

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