Carbone vegetale: cos’è e a che serve?

carbone

Da un po’ di tempo a questa parte se ne sente parlare tanto e si legge spesso tra gli ingredienti di numerosi prodotti da forno e non solo: il CARBONE VEGETALE. Ma cos’è e a che serve?

Il carbone vegetale si presenta in polvere ed è ottenuto da una combustione senza fiamma ad alte temperature (intorno ai 500 – 600 °C) in atmosfera priva di ossigeno di diversi tipi di legno (betulla, pioppo, salice, ecc) o anche da segatura o gusci di frutta secca.

Il carbone vegetale, noto anche come carbone attivo, ha la capacità di adsorbire (ovvero legare alla sua superficie) le sostanze tossiche dal nostro organismo, in modo da impedirne l’assorbimento da parte dell’intestino e, quindi, l’immissione in circolo, favorendone, invece, l’eliminazione attraverso le feci. A livello terapeutico viene utilizzato anche in casi di avvelenamenti o intossicazioni o in preparazione ad alcuni esami clinici (come, ad esempio, l’ecografia addominale) che prevedono una pulizia gastrointestinale.

Data la sua funzione adsorbente viene, quindi, utilizzato, anche per limitare fenomeni di gonfiore addominale, meteorismo e flatulenza, anche se bisogna, come con ogni sostanza estranea al nostro organismo, utilizzarla con moderazione.

Innanzitutto, bisogna fare attenzione se si assumono farmaci. La capacità dei carboni attivi di sequestrare sostanze dall’intestino vale anche per i farmaci, che, quindi, se assunti insieme al carbone o a poco tempo di distanza )sia prima che dopo) possono avere una minore efficacia.

Un altro problema che si può riscontrare è che, utilizzato in dosi eccessive, per tempi prolungati o in condizioni in cui non ce ne sia bisogno, possa sottrarre anche sostanze “buone”, come i minerali essenziali, calcio, potassio, rame, zinco o altri nutrienti di cui necessitiamo, portandoci ad una situazione di carenza.

Come additivo alimentare, secondo quanto stabilito dall’EFSA (European Food Safety Authority), la maggiore autorità a livello europeo per la sicurezza alimentare, l’utilizzo del carbone vegetale all’interno degli alimenti è autorizzato sotto forma di colorante, la cui sigla è E153 (reg. CE n. 1333/2008, reg. UE n. 1129/2011).

Sempre secondo le autorità europee (anche specificato dal Ministero della Salute, con nota del 22 dicembre 2015), il carbone vegetale non può essere considerato un ingrediente e non può comparire in etichetta come ingrediente. Gli alimenti con aggiunta di carbone vegetale non possono essere considerati “terapeutici” e non possono riportare scritte che ne indichino un utilizzo terapeutico. Inoltre, l’impiego del carbone vegetale non è ancora previsto per gli alimenti venduti con la denominazione “pane” bensì per i “sostituti del pane”, quali ad esempio grissini, cracker, gallette, pizze e schiacciate, taralli, fette biscottate, etc.

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